"Prima pagina garantita in 30 giorni." Se un consulente SEO ti dice questo, hai già la risposta alla domanda del titolo: non è lui.
Il problema è che il mercato è pieno di promesse così. E tu, che magari di SEO ne sai poco, non hai strumenti per distinguere chi sa lavorare da chi sa vendere.
Questa guida ti dà quegli strumenti: dieci domande da fare prima di firmare, con le risposte che dovresti sentire e quelle che dovrebbero farti alzare.
In breve
Il miglior consulente SEO per la tua azienda è quello che: parte dai tuoi dati e non da un listino, ti spiega cosa farà e perché, misura contatti e vendite e non posizioni, non promette risultati garantiti, e lavora su account e sito di tua proprietà.
Cosa fa davvero un consulente SEO
Prima di scegliere, serve sapere cosa stai comprando.
Un consulente SEO lavora su quattro fronti.
Tecnica. Come Google legge il sito: indicizzazione, velocità, struttura delle pagine, dati strutturati. Spesso è qui che si trovano i problemi che bloccano tutto il resto.
Contenuti. Cosa cercano i tuoi clienti e con quali parole. Da lì nasce il piano delle pagine da creare o riscrivere.
Autorità. Quanto il tuo sito viene citato da altri siti e fonti. È la parte più lenta e più fraintesa.
Misura. Quanto traffico qualificato arriva, e soprattutto quanti contatti e vendite produce.
Dal 2025 c'è un quinto fronte: le risposte generate dall'AI. Google AI Overviews, ChatGPT e Perplexity rispondono citando fonti. Essere tra quelle fonti è la nuova SEO, e un consulente aggiornato lo sa.
Le 10 domande da fare
1. "Da dove partiresti sul mio sito?"
Risposta giusta: "Non lo so ancora, prima devo vedere i dati." Un consulente serio chiede accesso a Search Console e Analytics prima di proporre qualsiasi cosa.
Risposta sbagliata: un piano pronto dopo cinque minuti di call.
2. "Quali risultati misuri?"
Risposta giusta: traffico qualificato, contatti, vendite, con un confronto prima e dopo.
Risposta sbagliata: "le posizioni delle parole chiave." La posizione è un mezzo, non il fine. Puoi essere primo su una parola che non porta clienti.
3. "Puoi garantirmi la prima pagina?"
Risposta giusta: "No. Posso garantirti il processo e la trasparenza."
Risposta sbagliata: qualsiasi "sì".
4. "In quanto tempo vedo qualcosa?"
Risposta giusta: le correzioni tecniche in poche settimane, i contenuti in tre o sei mesi, di più in settori competitivi.
Risposta sbagliata: "30 giorni."
5. "Chi fa il lavoro operativo?"
Risposta giusta: una spiegazione chiara di cosa fa lui, cosa fa il tuo team o il tuo fornitore web, e come si coordinano.
Risposta sbagliata: vaghezza. Spesso significa che il lavoro viene subappaltato senza controllo.
6. "Come fai i link?"
Risposta giusta: contenuti che meritano citazioni, relazioni con fonti del settore, menzioni su siti pertinenti. Lentezza dichiarata.
Risposta sbagliata: "abbiamo un network di siti" o un prezzo a link. Google penalizza da anni questa pratica.
7. "Il sito e gli account restano miei?"
Risposta giusta: "Sì, sempre."
Risposta sbagliata: strumenti di proprietà del consulente da cui dipendi. Se cambi fornitore, perdi tutto.
8. "Mi fai vedere un report che mandi a un cliente?"
Risposta giusta: un report leggibile, con numeri di business e decisioni dentro.
Risposta sbagliata: venti pagine di grafici sulle posizioni.
9. "Cosa pensi delle risposte AI di Google?"
Risposta giusta: una posizione articolata su cosa cambia per il tuo settore e su come si lavora per essere citati.
Risposta sbagliata: non saperne nulla, o liquidare il tema.
10. "Cosa succede se non funziona?"
Risposta giusta: revisioni periodiche con la possibilità di cambiare strada o di fermarsi, senza vincoli lunghi.
Risposta sbagliata: contratti di dodici mesi senza uscita.
I segnali di allarme in sintesi
- Promette posizioni o tempi.
- Non chiede i tuoi dati prima di proporre.
- Misura solo le posizioni.
- Vende link a prezzo.
- Ti vincola su strumenti suoi.
- Non parla mai di contatti e vendite.
Uno solo di questi basta per cambiare interlocutore.
Consulente o agenzia?
Dipende da cosa ti serve.
L'agenzia vende esecuzione a pacchetto: tot articoli, tot link, tot ore al mese. Va bene se sai già cosa vuoi e ti serve solo manodopera.
Il consulente vende giudizio: decide cosa fare, in che ordine, e coordina chi esegue. Va bene se vuoi un interlocutore unico che risponda dei risultati e che ti dica anche cosa non fare.
Per la maggior parte delle PMI la seconda strada costa meno e produce di più, perché evita di pagare lavoro che non serve.
Quanto costa
Un audit SEO iniziale parte da circa 2.500 euro. Il lavoro continuativo ha un canone mensile che dipende da dimensione del sito e ambizione, e ha senso da sei mesi in su. Il dettaglio dei costi lo trovi nella guida dedicata a quanto costa una consulenza SEO.
Servizio correlato. Lavoro come consulente SEO per PMI e aziende: audit, piano dei contenuti, dati strutturati per Google e per le risposte AI, misura su contatti e vendite. Se vuoi farmi le dieci domande, chiamami.


