Google Ads è l'unico canale in cui il cliente ti dice cosa vuole prima che tu gli mostri qualcosa. Per questo funziona così bene, e per questo si spreca così facilmente: una struttura sbagliata brucia budget con la stessa precisione con cui una struttura giusta porta richieste.
La domanda che mi fanno più spesso non è "Google Ads funziona?" ma "a chi lo affido?". Consulente o agenzia. Provo a rispondere senza tirare acqua al mio mulino più del necessario.
In breve
Il consulente Google Ads conviene quando vuoi una persona che conosca il tuo business, lavori sul tuo account e risponda dei risultati con i numeri. L'agenzia conviene su volumi alti, molti mercati e quando serve produzione continua di creatività. In entrambi i casi l'account deve essere tuo e la misura deve arrivare fino alla vendita, non fermarsi al clic.
Cosa fa davvero chi gestisce le campagne
Prima di scegliere il fornitore conviene capire cosa stai comprando. La gestione di Google Ads è fatta di quattro lavori diversi.
Struttura. Decidere quali campagne esistono, come sono divise, con quali parole chiave e con quali esclusioni. È il lavoro che fa più differenza e che si vede meno.
Misura. Collegare le campagne a quello che conta per te: una richiesta di preventivo, una chiamata, un appuntamento, una vendita. Senza questo pezzo Google ottimizza sui clic, e i clic non pagano gli stipendi.
Ottimizzazione. Leggere i dati ogni settimana e spostare budget, offerte e annunci dove rendono. È il lavoro di routine, ed è anche quello che molti fornitori automatizzano fino a non guardarlo più.
Direzione. Dire al cliente cosa non fare: quale prodotto non ha senso spingere, quale area geografica è un buco, quando il problema è il sito e non la campagna.
Un consulente e un'agenzia fanno gli stessi quattro lavori. Cambia chi li fa, come li paghi e quanto ti parlano.
Il consulente
Un consulente Google Ads è una persona, con un nome, che lavora sul tuo account. Conosce il tuo business perché ha un numero limitato di clienti e li segue in prima persona.
I vantaggi sono tre. Un interlocutore solo, che non cambia ogni sei mesi. Decisioni spiegate, perché chi ti parla è chi ha messo le mani sull'account. Costo contenuto, perché non paghi struttura, uffici e passaggi interni.
I limiti sono altrettanto chiari. Se servono dieci annunci video al mese il consulente deve appoggiarsi a qualcuno. Se gestisci campagne in otto paesi con budget a sei cifre, una persona sola non basta. E se il consulente sparisce, sparisce il presidio.
Nel mio caso i limiti li gestisco in un modo preciso: strategia, struttura e lettura dei dati le faccio io, la produzione di creatività e il media buying ad alto volume li affido al team con cui lavoro. Il cliente parla con una persona e dietro c'è una struttura.
L'agenzia
Un'agenzia porta un team: account, specialista, creativo, analista. Regge volumi che una persona non regge e produce materiali in continuità.
Il prezzo da pagare è la distanza. L'account manager che ti parla raramente è chi lavora sulle campagne. I report arrivano puntuali e spesso dicono poco. E il modello di compenso a percentuale sul budget, ancora molto diffuso, premia chi ti fa spendere di più, non chi ti fa spendere meglio.
L'agenzia è la scelta giusta quando il volume lo richiede davvero. Per un'azienda che investe 3.000 euro al mese in Google Ads, raramente lo richiede.
Quanto costa
I numeri che seguono sono ordini di grandezza per il mercato italiano, utili a capire se una proposta è fuori scala.
| Voce | Consulente | Agenzia |
|---|---|---|
| Setup iniziale dell'account | da 1.000 euro | da 1.500 a 3.000 euro |
| Gestione mensile (PMI) | da 500 a 1.500 euro | da 800 euro, oppure 10-20% del budget |
| Budget media | tuo, sul tuo account | tuo, a volte anticipato dall'agenzia |
Un criterio semplice: la gestione professionale ha senso quando il budget media supera i 1.000 euro al mese. Sotto quella soglia il costo della gestione pesa troppo sul totale e conviene partire da un setup fatto bene e poche ore di affiancamento.
Le domande da fare prima di firmare
Queste domande funzionano con entrambi. Le risposte dicono molto.
- L'account sarà mio? Se la risposta non è un sì immediato, fermati.
- Cosa misuriamo come conversione? Se la risposta è "clic e impressioni", il fornitore ottimizzerà quello.
- Chi lavora materialmente sull'account? Vuoi parlare con quella persona almeno una volta al mese.
- Come decidi quando spegnere una campagna? La risposta rivela se guarda i dati o il contratto.
- Cosa succede se il problema è il sito? Un fornitore serio te lo dice, anche se non lo vende.
- Quanto spesso ci sentiamo e cosa ricevo? Un report leggibile e una call al mese sono il minimo.
- Qual è il compenso e da cosa dipende? Diffida della percentuale pura sul budget.
I segnali di allarme
Promesse di posizioni o di costi per clic prima di aver visto i dati. Account di proprietà del fornitore. Report con venti grafici e nessuna frase. Nessuna domanda sul tuo margine o sul tuo processo di vendita. Campagne mai spente in due anni.
Google Ads da solo non basta
L'errore più costoso non è scegliere il fornitore sbagliato: è pensare che la campagna finisca al clic. Una richiesta che arriva e non viene richiamata per un giorno è un costo pubblicitario buttato. Prima di aumentare il budget, controlla cosa succede ai contatti dopo il modulo. Spesso il ritorno migliore sta lì.
Servizio correlato. Gestisco campagne Google Ads per PMI e aziende sul loro account, con la misura collegata a richieste e vendite. Se vuoi un parere sulle campagne attuali, chiamami.


