PAOLO DE TOFFOLI
Guide 4 min lettura

Marketing per ristoranti: riempire i tavoli nelle sere sbagliate

Il sabato il ristorante è pieno da solo. Il problema è il martedì. Il marketing di un ristorante serve a questo: portare prenotazioni quando servono, far tornare chi è già venuto e vendere anche fuori dalla sala.

Indice
  1. In breve
  2. 1. La scheda Google: il vero sito del ristorante
  3. 2. Le prenotazioni dirette
  4. 3. Instagram, con contenuti veri
  5. 4. Il database dei clienti
  6. 5. Le campagne locali
  7. 6. Vendere fuori dalla sala
  8. Cosa misurare
  9. Da dove partire

Il sabato sera il ristorante si riempie da solo. Il marketing serve per il martedì. Se una strategia non risponde alla domanda "come riempio le sere deboli e come faccio tornare chi è già venuto", è una strategia per fare bei post.

Con Zanze XVI, trattoria stellata a Venezia, ho costruito la vendita online dei menu degustazione, coordinato la produzione video e gestito le campagne su Meta e Google con lo stesso girato. Quello che ho imparato lì vale per una trattoria di quartiere come per un ristorante gastronomico.

In breve

Per un ristorante il marketing si gioca su cinque cose, in ordine: la scheda Google e Maps, le prenotazioni dirette senza commissioni, contenuti veri su Instagram, un database dei clienti per farli tornare, e campagne locali mirate sulle sere e sui periodi deboli. La vendita online di menu, esperienze e buoni regalo aggiunge ricavi fuori dalla sala.

1. La scheda Google: il vero sito del ristorante

Quasi tutti i clienti nuovi arrivano da una ricerca su Google o su Maps: "ristorante vicino a me", "trattoria Venezia", il nome sentito da un amico. Quello che vedono è la scheda Google: foto, recensioni, orari, menu, prenotazione.

Categoria corretta, orari sempre aggiornati, foto dei piatti e della sala fatte bene e caricate con regolarità, menu aggiornato con i prezzi, risposte a tutte le recensioni, pulsante di prenotazione collegato al tuo sistema. È il lavoro con il ritorno più alto e costa solo disciplina.

2. Le prenotazioni dirette

Le piattaforme di prenotazione portano clienti nuovi e si fanno pagare per ogni coperto, con una commissione o un canone. Per chi ti conosce già non devono servire: prenotazione dal sito, dalla scheda Google o da WhatsApp, senza intermediari.

Un sistema di prenotazione proprio, anche semplice, con conferma automatica e promemoria il giorno prima, riduce anche le prenotazioni non onorate, che per un ristorante piccolo sono una perdita secca.

3. Instagram, con contenuti veri

Instagram per un ristorante funziona se mostra la verità: la cucina che lavora, il piatto che esce, la sala alle otto di sera, le persone. Non funziona con grafiche, citazioni e foto di repertorio.

Il metodo che uso: una giornata di produzione professionale ogni uno o due mesi, pensata fin dal brief per servire sia i post sia le campagne. Lo stesso girato, declinato. Tra una produzione e l'altra, contenuti dal telefono fatti dal personale con poche regole semplici.

4. Il database dei clienti

Un ristorante che non sa chi sono i suoi clienti deve riconquistarli ogni volta. Raccogliere email e, con il consenso, numero di telefono alla prenotazione o alla vendita online permette di invitare alle serate, annunciare il menu nuovo, proporre un'offerta nelle settimane deboli.

Pochi invii all'anno, scritti bene, a persone che sono già state a cena. Il canale con il costo per coperto più basso che esista.

5. Le campagne locali

Meta e Google funzionano per un ristorante se sono precise: una zona di pochi chilometri, un messaggio concreto, le sere o le settimane che servono. "Martedì e mercoledì menu degustazione a prezzo dedicato", "cena di San Valentino, ultimi tavoli", "pranzo di lavoro in 45 minuti".

Con il girato della produzione video le campagne costano meno e rendono di più, perché la creatività è già pronta. Si misura su prenotazioni e vendite online, non su visualizzazioni.

6. Vendere fuori dalla sala

Il ristorante ha un limite fisico: tavoli e sere. Fuori dalla sala si può vendere lo stesso: menu degustazione da prenotare e pagare online, cene a tema con posti limitati, buoni regalo, prodotti della cucina, esperienze come lezioni e degustazioni.

Per Zanze XVI ho costruito il negozio Shopify dei menu degustazione: una pagina per menu, pagamento anticipato, calendario. Oltre ai ricavi, ha portato un database di clienti che avevano già scelto e pagato, il pubblico migliore per ogni comunicazione successiva.

Cosa misurare

Coperti per sera della settimana, prima e dopo. Quota di prenotazioni dirette rispetto a quelle da piattaforma. Prenotazioni non onorate. Clienti nel database e tasso di ritorno. Vendite online. Punteggio e numero di recensioni su Google.

Numeri semplici, letti una volta al mese. Dicono se il martedì sta cambiando.

Da dove partire

Dalla scheda Google, oggi. Poi la prenotazione diretta e la raccolta dei contatti. La produzione video e le campagne quando le prime due cose funzionano.

Servizio correlato. Seguo ristoranti e attività del settore food e hospitality: scheda Google, prenotazioni dirette, contenuti e campagne con un unico girato, vendita online. Se vuoi parlare del tuo martedì, chiamami.

Domande frequenti

Come si fa marketing per un ristorante?

Partendo dalla scheda Google, che è il primo contatto per quasi tutti i clienti, poi dalle prenotazioni dirette senza commissioni, da Instagram con contenuti veri della cucina e della sala, e da un database dei clienti per farli tornare. Le campagne a pagamento servono per le sere e i periodi deboli, non per il sabato.

Quanto costa il marketing per un ristorante?

Scheda Google, risposte alle recensioni e Instagram gestito in casa costano tempo, non denaro. Una produzione professionale di foto e video parte da qualche centinaio di euro a giornata. Le campagne locali su Meta e Google funzionano già con 300-800 euro al mese se mirate su sere e offerte precise.

Conviene stare sulle piattaforme di prenotazione?

Servono per farsi trovare da chi non ti conosce, ma costano una commissione o un canone per ogni coperto. Chi ti conosce deve poter prenotare dal sito, dalla scheda Google o da WhatsApp senza intermediari. L'obiettivo è spostare le prenotazioni ricorrenti sul canale diretto.

Un ristorante può vendere online?

Sì: menu degustazione, cene a tema, buoni regalo, prodotti della cucina, esperienze. Un piccolo negozio online costruito bene porta ricavi anche nelle ore e nei giorni di chiusura, e crea un database di clienti che hanno già pagato una volta.

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